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Villa Caccia e Museo Etnografico

NomeDescrizione
IndirizzoViale Antonelli 3
ROMAGNANO SESIA (NO)
Roberto Gabetti, studioso dell’Antonelli, così descrive Villa Caccia:
«Un cancello di disegno Luigi XVI, fra pilastri ottagoni a bugne, ci introduce, con ampio giro, abilmente ricavato nel non grande parco, alla Villa Caccia di Romagnano: secondo gli esempi palladiani il corpo centrale è destinato all’abitazione del proprietario, quelli laterali a servizi rustici: la villa è alta e bianca, con colonnati esterni […]. La casa del gran signore piemontese (ora feudatario, ora ricco proprietario, poi deputato dei Savoia) ricorda i migliori esempi settecenteschi, tradotti in maniera moderna e secondo una splendida lettura di carattere: un edificio che “basterebbe da solo a formare la celebrità di un architetto […]”».
Il riferimento è al grande architetto Alessandro Antonelli (1798-1888), il quale memore della sua iniziale formazione, visse compiutamente l’avventura dell’esperienza romantica, approdando all’interiore spiritualità del grande movimento neoclassico dell’Ottocento.
Partendo dal vincolo di recuperare il preesistente convento di Cappuccini, risalente al 1641, realizzò Villa Caccia tra il 1842 ed il 1848, ponendosi subito in una nuova dimensione culturale, unendo insieme quelle che erano le istanze formali di una lontana tradizione palladiana con le reali esigenze dell’epoca costruttiva.
Non a caso Antonelli scelse, per la monumentale Villa su committenza dei Conti Caccia di Romentino, una posizione straordinariamente panoramica, il poggio Monte Cucco che sovrasta Romagnano, tra le colline ed il fiume Sesia, circondata da un parco storico riconosciuto dalla Regione Piemonte che, coi toni scuri delle sue piante, fa risaltare la bianca luminosità dell’edificio.
L’opera conclusiva presenta una pianta a “U” con corpo centrale, destinato alla residenza, su cui si incontrano due ali con bassi fabbricati occupati da scuderie, fattoria, cantine e alloggi dei fattori. La struttura è monumentale: una superficie di 1.850 mq, con somma dei vari piani di 4.080 mq, volume totale di 21.300 metri cubi. Fa da contorno alla Villa un parco di circa 23.000 mq con piante secolari di vario tipo, al quale si accede da Largo Antonelli in fregio alla strada provinciale per la Valsesia.
Estinto il casato dei Conti Caccia, la Villa venne alienata nel 1951 a privati. Dopo un periodo di abbandono, nel 1983 venne acquisita dal Comune di Romagnano che dopo averne arrestato il degrado, si pose l’obiettivo di una riqualificazione funzionale del complesso architettonico con finalità culturali e turistiche.
Un primo importante passo è stato la destinazione dell’ala est a nuova sede espositiva del Museo Storico Etnografico, promosso e fondato nel 1973 da tre romagnanesi illuminati, Maria Adriana Prolo (già fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino), Carlo Dionisotti e Fernanda Renolfi, con un gruppo di studiosi e appassionati di storia e tradizioni del territorio.
Prima sede del Museo, uno stabile secentesco di via Torre 2, si rivelò poi insufficiente per le cospicue continue donazioni di oggetti e reperti della cultura materiale. Si determinò allora il suo trasferimento nell’ala est di Villa Caccia, il cui recupero architettonico e funzionale è stato possibile con l’apporto della Regione Piemonte e del Comune di Romagnano Sesia, destinando la nuova sede alla fruizione pubblica e studi etnografici.
La nuova sede espositiva, aperta nel 2006, offre un'incantevole visione delle collezioni con numerose singolarità: la civiltà contadina e vitivinicola con macchine agricole, congegni, un monumentale torchio del Seicento a leva pressante; i mestieri di un tempo; gli usi e costumi; ambienti della vita quotidiana, la casa contadina, la scuola, i costumi d’epoca; galleria fotografica; varie altre collezioni come quella dei giocattoli. Book shop con le novità editoriali di storia locale.
Il Museo è in costante aggiornamento, aperto anche alle scolaresche con attività didattiche e proposte multimediali.
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